Questa pratica terapeutica fu messa a punto da Louis Kuhne nell’Ottocento.
È utile per ritrovare il benessere in tutto il nostro organismo, mediante la rimozione delle scorie e delle tossine, che uno stile di vita poco equilibrato facilita, che si depositano in varie parti del corpo. Previene la formazione di quegli accumuli che rischiano di creare una condizione cronica, difficile da riequilibrare.
Respirare è la prima cosa che facciamo al mondo e l’ultima cosa che facciamo prima di lasciarlo.
Per ritornare nel momento presente -non pensando sempre al passato o al futuro- ed equilibrare il nostro corpo abbiamo a disposizione una potente arma: il respiro.
In uno stato ottimale, a gonfiarsi durante l’atto dell’inspirazione è solo lo stomaco; se a gonfiarsi, invece, è il torace, si possono generare infiammazioni.
Un corpo stressato tende ad avere schemi di respirazione irregolare e una respirazione toracica attiva il sistema nervoso simpatico, preparandoci al combattimento.
Viceversa, un respiro addominale, lento e profondo attiva il sistema nervoso parasimpatico, quello della calma.
Dobbiamo imparare a respirare in modo consapevole per ossigenare il cervello e le cellule del nostro corpo, riequilibrare il sistema cardiocircolatorio, stimolare il sistema immunitario e la mente e migliorare così la qualità di emozioni, pensieri e azioni.
Ecco perchè ho deciso di introdurre pratiche semplici da fare tutti i giorni, per ritrovare calma, pace, equilibrio e riconnetterci alla parte più sana di noi.
Yoga Nidra è nota anche come sonno yogico, una tecnica potente di rilassamento profondo che risale al 7°/ 8° secolo.
Come agisce? Durante la veglia, solitamente, le nostre onde cerebrali sono nello stato Beta; attraverso la pratica di Yoga Nidra, si passa da uno stato Beta ad uno stato Alfa e talvolta Theta. Questo ci permette di restare in uno stato di rilassamento profondo tra la veglia e il sonno.
Esso calma il sistema nervoso autonomo che regola i processi del corpo, che avvengono senza uno sforzo cosciente. Inoltre, mette il sistema nervoso parasimpatico in uno stato di riposo profondo. Attraverso la calma del sistema nervoso, il nostro cervello e il nostro corpo traggono molteplici benefici.
Il nostro cervello funziona a risparmio energetico e sceglie perciò il comportamento che implica meno sforzo: quello abitudinario. Esistono però abitudini positive ed altre negative.
Dallo Zero ai 12 anni circa si crea la nostra personalità, in base al vissuto e al percepito dalla famiglia, alle figure di accudimento e all’educazione; si genera così un programma mentale che crea un pilota automatico che ci fa reagire sempre nella stessa maniera ed avere un determinato atteggiamento mentale.
La programmazione, però, non avviene solo attraverso famiglia, educazione e figure di accudimento, perché, una volta cresciuti, anche attraverso la radio, la tv, le canzoni, eccetera, a livello inconscio, continua la programmazione.
In una società improntata come la nostra, con telegiornali che al 90% comunicano informazioni negative, secondo te che tipo di programmazione porta? La risposta è abbastanza scontata.
La bella notizia è che possiamo però cambiare questi schemi ripetitivi, modificare il pilota automatico.
Uno studio del Massachussets General Hospital ha evidenziato che la meditazione incide su 1500 geni proposti all’infiammazione, che è il terreno su cui prosperano diverse malattie.
Uno studio di Harvard apparso su Science dice invece che: “Una mente distratta è una mente infelice”.
Secondo lo studio di Harvard, la nostra felicità è collegata alla nostra capacità di vivere in presenza tutto ciò che facciamo; la maggior parte di noi, però, passa il tempo a pensare a qualcosa di diverso rispetto a ciò che realmente sta facendo.
Studi dimostrano però che meditare rende la mente meno distratta e, di conseguenza, meno infelice.
La meditazione consiste in una serie di esercizi mentali che permettono di seguire ciò che fa la mente, mentre lo sta facendo.
Vari studi hanno dimostrato che nei meditatori esperti ci sono cambiamenti in almeno 8 aree del cervello, come una riduzione dell’amigdala destra, collegata all’ansia e alle emozioni negative, ed un aumento della corteccia cingolata anteriore, coinvolta nel controllo dell’attenzione.
Ecco perché chi medita tende a rimuginare di meno, a somatizzare meno lo stress e ad ammalarsi meno facilmente.
Uno studio dell’università Wisconsin nell’ambito delle ricerche sulla meditazione ha mostrato che due mesi di pratica sono sufficienti a incrementare la produzione di anticorpi.
Attraverso le meditazioni silenziamo il nostro ego e permettiamo la nostra vera essenza di riprendere voce.
Attraverso la meditazione aiuto le persone ad andare dalla personalità all’essenza.
“Aiuto le donne a realizzare se stesse.”
Dalla personalità all’essenza: riprogrammazione
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